giovedì 24 aprile 2008
Approvati i nuovi Lea
Roma, 23 apr. (Adnkronos Salute) - Con i nuovi Livelli essenziali di assistenza è stato ridefinito il 'paniere' dei servizi e delle prestazioni offerte dal Ssn a tutti i cittadini, per un totale di oltre 5.700 per la prevenzione, la cura e la riabilitazione. In una nota, il ministero della Salute ripercorre, in sintesi, i 'numeri' dei Lea. Ammontano a 500 le classi di prestazioni ospedaliere, ovvero tutte quelle giudicate appropriate per il paziente in regime di ricovero ospedaliero ordinario o diurno (tranne quelle esplicitamente escluse, come le prestazioni di chirurgia estetica), cui si aggiungono tutte le prestazioni di pronto soccorso. Vi sono poi 2.230 prestazioni specialistiche, 190 tipi di ausili monouso, 1.670 protesi su misura (contando i diversi modelli o misure per tipo, gli aggiuntivi e le riparazioni), 1.010 ausili di serie (contando i diversi modelli e misure per tipo, gli aggiuntivi), 78 programmi di prevenzione collettiva per altrettante patologie prevenibili, 20 tipi di prestazioni termali. E ancora: 10 tipologie di assistenza domiciliare e residenziali per anziani non autosufficienti, 4 tipi di prestazioni riabilitative intensive extraospedaliere e 25 altre tipologie di prestazioni per soggetti appartenenti ad aree di bisogno socio-sanitario complesso ( salute mentale, dipendenze, disabilità).
Per scaricare i file: http://www.ministerosalute.it/
martedì 22 aprile 2008
Comunicato di Massimo Cozza segretario CGIL FP Medici sull’orario di lavoro:
Care compagne e cari compagni,alla luce degli eventi che hanno portato alla mancata firma del contratto, vi ricordo che il Dlgs 66/03 è comunque vigente per tutto il 2008, grazie all’emendamento approvato nel decreto milleproroghe, e che pertanto non vi possono essere deroghe contrattate a livello locale, fino alla definizione nel contratto nazionale.
In caso di mancato rispetto della normativa sull’orario di lavoro e sul riposo sono inoltre previste sanzioni amministrative a carico del datore di lavoro, ai sensi del Dlgs 19 luglio 2004, n.213 che ha integrato il Dlgs 66/03. Al fine di garantire in questa fase una maggiore tutela dei diritti dei dirigenti medici e veterinari vi riassumo i due punti principali della vigente normativa oggetto della trattativa nazionale, con le rispettive sanzioni:
• la durata massima dell’orario di lavoro non può in ogni caso superare, per ogni periodo di sette giorni, le 48 ore, con riferimento ad un periodo non superiore a quattro mesi (sanzione da 130 euro a 780 euro, per ogni lavoratore e per ciascun periodo cui si riferisca la violazione stessa);
• Il lavoratore ha diritto a undici ore di riposo consecutivo ogni 24 ore (sanzioni da 105 a 630 euro)
La denuncia va effettuata alla Direzione provinciale del lavoro – Settore ispezioni del lavoro competenti per territorio.
Vi invito a girare l’email a tutti i nostri responsabili aziendali, e da questi ai nostri iscritti.
Fraterni saluti
Massimo Cozza
Al via il portale web della normativa sanitaria
Finalmente sarà possibile consultare facilmente online la normativa sanitaria. Di seguito il comunicato del Ministero della Sanita sull'istituzione del portale dellanormativasanitaria:
Il Ministero della Salute, in collaborazione con l'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato S.p.A., ha realizzato il primo Portale internet della normativa sanitaria, nell'ambito del progetto di sviluppo del portale ministeriale www.ministerosalute.it.
Tale servizio on line offre la consultazione libera e gratuita di oltre 25mila atti normativi dal 1948 ad oggi nella versione del testo aggiornata e vigente. "In coincidenza con il trentennale dell'istituzione del Ssn - ha sottolineato il Ministro della Salute Livia Turco - abbiamo deciso di porre al servizio dei cittadini e degli operatori uno strumento agile e gratuito di consultazione dell'insieme delle leggi e delle norme in vigore in materia sanitaria. Un'opportunità che riteniamo certamente utile per quanti operano in sanità ma anche per il cittadino che voglia essere debitamente informato sui propri diritti e prerogative in tema di assistenza sanitaria". Il Portale raccoglie le norme nazionali, regionali e comunitarie in materia di Sanità pubblicate nella Gazzetta Ufficiale Serie Generale, Gazzetta Ufficiale II Serie Speciale-CE, Gazzetta Ufficiale III Serie Speciale-Regioni e i provvedimenti ministeriali non pubblicati in Gazzetta Ufficiale. Ogni giorno inoltre sono presentate news che segnalano le norme pubblicate nell'ultima Gazzetta, mentre la newsletter segnalerà agli utenti registrati, tramite e-mail, le novità della settimana.
Pronto il decreto sulle malattie rare
Il Ministro rassicura i pazienti affetti da malattie rare su un imminente decreto in materia. Ecco la sua dichiarazione: "Voglio rassicurare i cittadini affetti da malattie rare e le loro famiglie. Il Dpcm sui nuovi Lea, all'interno del quale è prevista l'esenzione dal ticket per altre 109 malattie rare, sarà portato alla firma dal presidente Prodi nei prossimi giorni. Il Ministero dell'Economia ha infatti ultimato le verifiche e su questo provvedimento c'è piena intesa tra me e il Ministro Padoa Schioppa. Voglio però ricordare quanto questo governo ha già fatto per le malattie rare. A partire dallo stanziamento di 30 milioni di euro l'anno per tre anni per la ricerca scientifica fino all'istituzione del numero verde nazionale dedicato, presso l'Istituto superiore di sanità, al quale tutte le famiglie possono rivolgersi per avere informazioni e per chiedere assistenza e aiuto, caso per caso. E, infine, il lavoro già avviato per la messa a punto del primo Piano nazionale per le malattie rare, per una compiuta programmazione degli interventi e dei provvedimenti necessari a garantire piena assistenza a questi malati in tutte le Regioni".
Associazione Coscioni, istituire subito registro obiettori aborto
Roma, 18 apr. (Adnkronos Salute) - "L'Italia segua l'esempio della Spagna e istituisca quanto prima un registro degli obiettori di coscienza che si rifiutano di praticare l'aborto nelle strutture ospedaliere pubbliche". E' l'appello lanciato da Carmen Sorrentino e Josè De Falco, componenti della giunta dell'associazione Luca Coscioni, al ministro della Salute in carica e al suo successore. L'invito è di seguire l'esempio del Governo spagnolo, "pronto a istituire un registro degli obiettori per rendere compatibile il diritto ad abortire con quello a obiettare"."In Italia - sottolineano in una nota - c'è un'altissima percentuale di obiettori che di fatto compromette l'effettiva applicazione della legge 194. E' stato più volte documentato - aggiungono - come l'obiezione di coscienza venga spesso opposta oltre che per convincimenti personali anche per interessi diversi. Per questo motivo l'associazione Coscioni ritiene opportuno dare alla donna la possibilità di evitare di rivolgersi a strutture dove le sarebbe impedito di esercitare il proprio diritto ad abortire nei tempi previsti dalla legge".
Corte Conti, anche i primari sono tenuti a timbrare il cartellino
Roma, 18 apr. (Adnkronos Salute) - Rispettare l'orario minimo di lavoro è un dovere di tutti dipendenti, compresi quelli che ricoprono una carica dirigenziale. Una regola che vale anche per i primari, cioè dirigenti di struttura complessa del Servizio sanitario nazionale, la cui prestazione "non può essere resa in funzione delle proprie esigenze private". Il dirigente è infatti chiamato a "rispettare l'orario di servizio concordato con l'azienda o, in assenza di un accordo scritto, a timbrare il cartellino di entrata e di uscita dal lavoro". A stabilirlo è una sentenza della Corte dei Conti, che ha condannato un responsabile dell'Unità operativa Igiene alimenti di origine animale di una Asl ligure al pagamento di 5.000 euro in favore dell'azienda sanitaria. Il primario in questione è stato condannato "per essersi assentato ingiustificatamente dal luogo di lavoro, dove risultava essere formalmente presente, per esigenze di carattere personale". Il medico, in mancanza di un accordo scritto con l'azienda, era infatti tenuto a timbrare il cartellino con indicazione esatta dell'inizio e della fine della prestazione lavorativa nella struttura e con rilevazione delle ore prestate in eccedenza rispetto all'orario di 38 ore. I giudici della Corte hanno inoltre stabilito che "la rilevazione delle ore di straordinario conferma la sussistenza di un orario ordinario minimo da osservare, in assenza del quale non sarebbe neppure configurabile lo straordinario".
venerdì 11 aprile 2008
Rottura dell'Aran sul contratto medici e veterinari
N. 6 – 10 aprile 2008
ROTTURA TAVOLO TRATTATIVE
Dopo una intera giornata di trattativa no-stop l’Aran ha abbandonato il tavolo
dandoci appuntamento tra 15 giorni, ed augurandoci un buon voto. Un
atteggiamento irresponsabile al quale unitariamente tutti i sindacati dell’Area
medico-veterinaria hanno risposto con un comunicato che proclama lo stato di
agitazione.
Il nodo principale sul quale si è interrotta la trattativa riguarda le modalità
applicative del d.lgs 66 del 2003. L’ultimissima proposta dell’Aran, avanzata in
tardo pomeriggio, prevedeva 11 ore di riposo dopo il servizio di guardia nelle ore
notturne, “mentre per i restanti casi veniva stabilito in misura non inferiore a 7
ore”. Inoltre prevedeva che “diverse e ulteriori proroghe” potevano essere
disposte “con le modalità stabilite in sede di contrattazione integrativa,
effettuata ai sensi dell’art.4, comma 4 del CCNL del 3 novembre 2005”. In
sostanza dopo trenta giorni dall’inizio delle trattative, con possibile proroga di
altri trenta, senza che si sia raggiunto un accordo tra le parti, queste riassumono
le rispettive prerogative e libertà di iniziativa e di decisione. Veniva poi aggiunta la
sperimentalità della norma fino al prossimo contratto, l’impegno delle parti a
rispettare i principi di responsabilità, correttezza e buona fede, e ad esperire ogni
utile tentativo peer pervenire all’accordo. Inoltre vi era l’obbligo di invio dei testi
all’Aran e alle Regioni, con la possibilità di verifica da parte delle OO.SS. Per
quanto concerne la durata media dell’orario di lavoro - che secondo il d.lgs 66/03
non può in ogni caso superare, per ogni periodo di sette giorni le 48 ore, comprese
le ore di straordinario – veniva chiarito che l’orario di lavoro rimaneva comunque di
38 ore, così come previsto dall’art. 14 del CCNL 3/11/2005.
La FPCGIL Medici, insieme ad altre OO.SS, esprimeva la ferma contrarietà -
coerentemente con la sua battaglia storica per la qualità del lavoro - alla
indicazione nel contratto nazionale di un riposo giornaliero stabilito in misura non
inferiore a 7 ore, ritenendo che avrebbe consentito una più facile generalizzazione
della deroga a sole 7 ore di riposo, con il rischio di costringere i medici a lavorare
anche 17 ore ogni 24, senza una piano occupazionale. Nella contrattazione
aziendale il punto di partenza deve essere il rispetto della direttiva e non una sua
deroga !
Dopo un costruttivo confronto tra le OO.SS, è stata avanzata all’Aran la
proposta di non indicare possibili deroghe nel contratto nazionale, ma di
demandarle alla contrattazione integrativa, prevedendo maggiori certezze per una
reale trattativa aziendale. La risposta, dopo una consulto con il Comitato di
Settore (Regioni), è stata l’abbandono del tavolo della parte pubblica.
Inoltre, nonostante la netta contrarietà di tutte le OO.SS, rimaneva ancora
aperto il nodo degli accertamenti negativi, per i quali l’Aran fino all’ultima bozza
perseverava nella proposta di sanzioni pecuniare - da un minimo di 3.000 euro ad un
massimo di 20.000 - per le inadempienze disciplinari e comportamentali.
Ancora irrisolta rimaneva anche l’assegnazione di gran parte dello 0,50 del
salario accessorio al fondo del disagio, finalizzandolo ad una maggiore copertura
assicurativa. Proposta condivisa da tutte le OO.SS, ma senza risposta dell’Aran.
Infine, per la FPCGIL Medici, rimaneva anche la non condivisione
dell’accentuazione delle differenze economiche tra incarichi gestionali e
professionali, e della scelta di non mettere nulla sulla posizione dei dirigenti medici
e veterinari con meno di 5 anni di anzianità.
Questo il comunicato Anaao, Cimo, Cisl Medici, Civemp, Uil medici, Fesmed, Fp Cgil Medici, Umsped:
“Il rinnovo del CCNL della dirigenza medica e veterinaria del SSN scaduto da 28 mesi è naufragato
in dirittura di arrivo. Ad un passo dalla conclusione dell’accordo hanno pesato l’inadeguatezza
dell’ARAN e la rigidità delle Regioni. A nulla è servita la disponibilità manifestata unitariamente da
tutte le OO.SS. mediche e veterinarie a trovare una soluzione equilibrata riguardo al recepimento
del D.Lgs 66/2003 (orario di lavoro e turni di riposo) che garantisse i diritti dei medici, la
sicurezza delle cure e la qualità dell’assistenza ai cittadini. La sospensione unilaterale della
trattativa da parte dell’ARAN costituisce un fatto di estrema gravità, al quale tutte le OO.SS.
rispondono con la dichiarazione dello stato di agitazione. Le OO.SS. richiamano al senso di
responsabilità la parte pubblica per l’immediata riapertura delle trattative al fine di evitare un
ulteriore inasprimento del confronto sindacale fino alla proclamazione dello sciopero nazionale.”
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